Articoli scientifici
Smeriglio, tag satellitare (Pade et al., 2009)
Scritto da Fabrizio   
Martedì 29 Dicembre 2009 19:30

Titolo originale

First results from satellite-linked archival tagging of porbeagle shark, Lamna nasus: area fidelity, wider-scale movements and plasticity in diel depth changes.

Titolo abbreviato in Italiano

Primi risultati dalla marcatura con dispositivi satellitari dello squalo smeriglio, Lamna nasus.

Autori

Pade, N. G.; Queiroz, N.; Humphries, N. E.; Witt, M. J.; Jones, C. S.; Noble, L. R.; Sims, D. W.

Ente di appartenenza

School of Biological Sciences, University of Aberdeen, Tillydrone Avenue, Aberdeen AB24 2TZ, UK.

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Rivista

Journal of Experimental Marine Biology and Ecology 2009 Vol. 370 No. 1/2 pp. 64-74

La comprensione degli habitat preferiti dei grandi vertebrati marini risulta più semplice da quando sono disponibili in commercio dispositivi satellitari per la loro marcatura e che consentono di tracciarne i movimenti. Per molte specie caratterizzate da un limitato numero di esemplari, tuttavia, sono stati fatti pochi progressi verso la definizione degli habitat prediletti, delle abitudini migratorie e di quelle predatorie. La presenza dello squalo smeriglio, Lamna nasus, nel nord dell’Atlantico ha subito un fortissimo calo a causa della pressione esercitata dalla pesca commerciale e con scarse prospettive di ripresa future. Uno dei principali fattori che rendono lo smeriglio particolarmente vulnerabile è la sua tendenza a transitare in zone costiere dove la pesca intensiva è particolarmente attiva. Quattro esemplari di smeriglio sono stati quindi taggati con altrettanti dispositivi satellitari nell’estate del 2007. Il tracciamento satellitare ha avuto una durata di circa 175 giorni, nel corso dei quali sono stati registrati spostamenti per 10.256 km complessivi. Nel corso dei mesi di luglio ed agosto, gli squali hanno occupato aree (8.602-90.153 km2) all’interno del mar Celtico, tra la Gran Bretagna sud occidentale, il Galles sud occidentale e l’Irlanda del sud. Solo uno squalo è stato tracciato nel corso dell’autunno, quando si è spostato a nord, verso acque più profonde e a temperature inferiori. Gli squali si sono spostati su un profilo verticale compreso tra 0 e 552 metri, in acque di temperatura compresa tra i 9° e i 19°C. Frequenti immersioni sono state registrate dalla superficie fino al fondale in acque di limitata profondità, mentre in acque più profonde gli squali hanno speso la maggior parte del tempo a profondità superiori ai 300m. Gli esemplari marcati hanno dimostrato una notevole adattabilità negli spostamenti verticali a seconda dell’habitat, il che potrebbe riflettere la necessità di adattare il proprio comportamento predatorio all’ambiente circostante. I risultati dimostrano, inoltre, che lo squalo smeriglio è particolarmente vulnerabile nel corso dei mesi estivi, quando abita acque meno profonde e tende ad aggregarsi. Gli spostamenti da acque territoriali di una nazione verso quelle di un’altra sottolineano, infine, l’importanza di stilare accordi internazionali per la loro protezione.