Chi siamo

Fabrizio, Daniele, Andrea
Da sinistra: Fabrizio, Daniele ed Andrea.

Fabrizio

Nato nel lontano 1971 ai piedi delle Alpi, ho iniziato ad interessarmi agli squali all’età di otto anni. Il tutto accadde per caso. Mio padre, un bel giorno, mi fece leggere un inserto di “Epoca” contenente un servizio di una decina di pagine sulla spedizione di Ron & Valerie Taylor che trattava della lavorazione del documentario “Blue Water, white death”. Lo lessi talmente tante volte da impararlo quasi a memoria. Ricordo in particolare una foto scattata dall’interno di una gabbia con un primo piano della bocca spalancata di uno squalo bianco. Potrei ancora disegnare i particolari di quella foto.

Ricordo che rimasi impressionato dalle dimensioni di quegli animali. Per rendermi veramente conto di quanto potessero essere grandi, andai nel ripostiglio e, armato di metro, mi misi a misurare nel corridoio di casa quanto potessero essere effettivamente lunghi sei metri. Mi resi conto che uno squalo messo lì, nel bel mezzo dell’appartamento, sarebbe arrivato dal telefono alla porta di camera mia. Quello fu l’inizio.

Da allora, a trent’anni di distanza, nutro la stessa passione per questi strani e affascinanti animali. Ho un solo grande rimpianto: non aver fatto di questa mia passione un mestiere.

Da ormai 11 anni mi occupo di ricerca presso l’università di Torino, ma su tutt’altro argomento. Il mio campo di studio riguarda l’effetto serra e l’inquinamento ambientale, ma non ho mai smesso di studiare tutto quello che mi passava per le mani sugli squali.

Sta di fatto che, sin da bambino, ho sempre avuto la sensazione che un giorno in qualche modo avrei avuto a che fare con questi animali. Il percorso che mi ha portato sin qui è stato costellato da episodi che mi hanno convinto che, per qualche gioco del destino, la mia strada dovesse essere questa.

Una volta posto di fronte alla scelta dell’università, sebbene tutto mi dicesse che la biologia marina fosse la scelta migliore, decisi per un’altra facoltà. Per alcuni anni mi scordai dei miei sogni di bambino finché un mattino del 1995, senza alcuna ragione, mi svegliai con la convinzione di dover imparare ad immergermi. Ero uno studente e i soldi per il corso e per l’acquisto dell’attrezzatura non li avevo proprio. Per qualche motivo sconosciuto, il giorno stesso una mia zia mi regalò dei soldi e potei iscrivermi al corso. L’avventura si rivelò ancora più entusiasmante di come me l’ero aspettata. Grazie alla conoscenza diretta dell’ambiente subacqueo, la mia passione per il mondo marino crebbe finché, agli inizi degli anni 2000, un incontro (di nuovo casuale) mi fece capire che non è strettamente necessario essere nati e vivere in Sudafrica per coltivare la propria passione per gli squali. Ad un’edizione dell’EUDI, che quell’anno si teneva a Genova e alla quale non avrei dovuto partecipare, passai per caso davanti ad uno stand dove un tale stava tenendo una conferenza sugli squali. E’ lì che conobbi Riccardo, un altro che quando sente la parola “squalo” drizza le antenne. Pilota di linea, dedica tutto il suo tempo libero alla sua associazione: la “Sharkacademy”. Collaborai con Riccardo per alcuni anni, divenendo un istruttore dell’associazione.

Nel 2004, 2005 e 2006 ho cercato di trasferire questa mia passione ai bambini, tenendo una serie di lezioni presso alcune scuole elementari e medie della provincia di Torino. Per conto della Sharkacademy, tenni anche dei corsi di Shark Awareness presso il museo di scienze naturali di Verona, circoli subacquei di Torino e centri di immersioni a Cuba. Nel settembre del 2004, insieme a Riccardo, presentai un contributo sulla relax immobility al convegno EEA di Londra, dove ebbi modo di conoscere personalmente personaggi del calibro di Ramon Bonfil, R. Aidan Martin, Barry Bruce, Eleonora di Sabata, Jeremy Stafford-Deitsch e molti altri ricercatori, fotografi e documentaristi del National Geographic. Soprattutto, grazie a quell’esperienza, mi resi conto che sono persone normalissime con le quali poter parlare di squali davanti a una birra e non marziani venuti dallo spazio profondo.

Dopo questa collaborazione, che mi ha dato modo di fare moltissime esperienze, un giorno mi resi conto che il momento per lavorare ad un progetto tutto mio era arrivato. Ed eccomi qui.

Daniele

Nato a Torino nell’inverno dell’80, ho sempre amato il mare, ma allo stesso tempo ero spaventato dalla profondità. Così nel 2003 ho frequentato un corso di nuoto che mi aperto la strada di un nuovo mondo.
L’anno successivo, infatti, dopo una vacanza in Mar Rosso, è scoppiata in me la passione per la subacquea: snorkelare liberamente tra centinaia di pesci colorati e coralli bellissimi mi ha spinto, al rientro, a prendere il mio primo brevetto.
In breve tempo ho fatto molte immersioni, acquisito esperienza e frequentato altri corsi (ultimo dei quali il Rescue Diver).
Successivamente ho ricevuto in regalo lo scafandro per la mia prima fotocamera (Canon PowerShot A75) ed ho iniziato a scattare.
Oggi fare foto sott’acqua è senza dubbio uno dei miei hobbies preferiti. Mi piace catturare le bellezze dei nostri fondali, ma anche ricordare i bei momenti trascorsi con i miei compagni di immersione.
La passione per il mondo degli squali è arrivata durante un viaggio nelle Filippine di qualche anno fa, peraltro in una zona dove di questi grandi predatori se ne vedono raramente… Ero impegnato a far foto “macro” quando ad un certo punto guardando verso il basso ho visto un “pinna bianca”. I miei occhi si sono illuminati e da quel momento ne sono stato affascinato. Ho avuto occasione di rivederli in un successivo viaggio alle Maldive ma putroppo non così da vicino come avrei sperato.
Così lo scorso anno, in compagnia di Fabrizio ed Andrea, ho finalmente coronato il mio sogno: immersioni in Sudafrica circondato da moltissimi squali pinna nera e dove ho realizzato alcuni degli scatti presenti sul sito.
Al rientro dal viaggio, infine, è partita questa grande avventura di SharkAbout di cui gestisco l’aspetto tecnico e, nei viaggi, la fotografia.

Andrea

Nato nel 1966 a Torino, ho sempre avuto la passione per gli squali. Il mio primo appuntamento con loro è stato in occasione dell’uscita del film Lo squalo. Ero talmente ansioso di vederlo al cinema che convinsi mio padre a portarmici nonostante avessi la febbre a 38. Inutile dire che quando lo squalo venne ucciso ci rimasi male e mi chiesi perché in sala fossero tutti così contenti. Sulla scia di questa mia passione decisi in un primo tempo di iscrivermi a biologia marina all’università, salvo realizzare in un secondo tempo che di studiare non ne avevo poi tutta questa voglia. Attualmente sono il responsabile vendite per l’Italia di una multinazionale nel campo dello sport & fashion e sono soddisfatto delle scelte fatte. Ho tuttavia continuato a coltivare la mia passione per gli squali nel corso degli anni e, a circa dieci anni dalla mia prima immersione, ho avuto modo di incontrarli in diverse parti del mondo: Sudafrica, Bahamas, Cuba, Galapagos, Maldive, Sudan e così via. Ho conosciuto Fabrizio nel 2005 a Freeport e Daniele pochi anni dopo. Ci siamo trovati praticamente subito in sintonia ed eccoci qua pronti a questa nuova avventura...