Film
Film degli anni '70

Mako, lo squalo della morte (1976)

Sonny Stein ha una gran fortuna. Miracolosamente scampato ad acque colme di squali, viene notato da uno stregone che, affascinato dal suo coraggio ed intravedendo la benevolenza con cui gli squali lo hanno trattato, diviene suo amico e gli regala un amuleto che lo renderà uno di loro. Nessuno squalo lo attaccherà mai, fintanto che porterà il suo amuleto al collo. Sonny diviene così amico e difensore di questi animali, vivendo a loro stretto contatto. La sua vita, però, cambierà. Un giorno, infatti, scoprirà che due dei suoi squali prediletti che ha ceduto in buona fede a due suoi conoscenti, vengono tenuti in cattività ed usati per uno spettacolo da circo. La donna, infatti, tutte le sere usa esibirsi in un bagno all’interno di una vasca dove nuota uno degli squali di Sonny. Il trucco c’è, ma non si vede: la vasca è stata infatti dotata di un setto divisorio in plexiglass che divide la donna dallo squalo. Il fatto rende furioso Sonny che inizia ad uccidere tutti coloro si dimostrino ostili o insensibili nei confronti dei suoi amici squali, a partire proprio dalla nuotatrice alla quale gioca un brutto scherzo: una sera, immediatamente prima dello spettacolo, Sonny taglia la lastra di protezione di plexiglass e la ragazza è spacciata. Dopo un’altra serie di omicidi, la polizia si mette sulle tracce di Sonny che, per sfuggire alla cattura, si butta in mare in mezzo agli squali senza avvedersi di non avere il suo amuleto al collo. Secondo il pensiero del tempo la sua fine è, quindi, segnata. Il film, uscito nel 1976, è piuttosto ben realizzato e unico nel suo genere. Gli squali, infatti, sebbene siano comunque presentati come animali che non aspettano altro di poter azzannare qualcuno, assumono anche la connotazione di vittime e di animali incompresi. Le scene subacquee sono di pregevole fattura, considerando anche il budget limitato a disposizione della produzione. Sfortunatamente, di mako nemmeno l’ombra. Gli squali sono, infatti, per lo più (veri) squali tigre.

Tintorera (1977)

Di originale, il film di René Cardona jr. ha certamente un paio di aspetti: lo squalo protagonista, che questa volta è una femmina di squalo tigre, e la trama. Certo, anche questa volta il filo conduttore è lo squalo che attacca e uccide il bagnante di turno intento a rinfrescarsi in mare ma, a differenza del filone classico che accompagna i film sugli squali dell’epoca, presenta una discreta variazione sul tema. La storia, infatti, tratta di un triangolo amoroso tra tre giovani i cui destini si incrociano in Messico. Steve, giovane e spensierato dongiovanni, trascorre il suo tempo in compagnia di Miguel su un lussuoso yacht ormeggiato in un porto messicano. Una delle sue tante conquiste viene attaccata ed uccisa da una grossa femmina di squalo tigre: la tintorera che, come sarà “spiegato” nel film, è particolarmente aggressiva poiché deve sfamare i piccoli che porta in grembo. I due protagonisti, persa la ragazza, si consolano rapidamente intrattenendosi in un siparietto a tre con una seconda fanciulla: una giovane inglese conosciuta sul posto. Trascorrono giornate più o meno spensierate, fintanto che sia Miguel che quest’ultima finiscono per fare da antipasto allo squalo. Steve si vedrà quindi costretto a vendicare gli amici e ad uccidere la femmina di squalo tigre. Il film, uscito nel 1977, verrà ricordato non tanto per quel poco di suspense creata dalla comparsa dello squalo, quanto piuttosto per i numerosi siparietti erotici che lo costellano e da scene subacquee di pregevole fattura. Un paio di curiosità: al posto del solito bestione dall’aspetto gommoso, gli squali del film sono (a parte un paio di brevissime sequenze) squali veri. Le scene degli attacchi vennero girate spingendo veri squali tigre sedati contro gli attori conferendo una buona dose di realismo al film. Anche in questo film, tuttavia, il film “Lo squalo” fu di ispirazione per il regista Cardona jr. La scena in cui uno dei due attori protagonisti viene attaccato e letteralmente tranciato in due (con relativo affondamento di entrambe le gambe ancora attaccate a quel che resta del torso) richiama chiaramente quella dell’attacco nel canale ai danni dell’istruttore di vela, divenuta famosa nel film di Spielberg.

Il cacciatore di squali (1979)

Avventuriero italo-americano sfortunato cerca di recuperare sul fondo del mare un bottino di cento milioni di dollari. Lo aiuta un amico ma ha contro un concorrente spietato e un branco di squali. 19° film di Enzo Girolami, alias Castellari, alle prese con una storia di avventure esotiche adatta anche ai ragazzi. Paesaggi suggestivi, bella fotografia, ritmo sostenuto.