Morfologia
Scheletro

Una delle caratteristiche fondamentali degli squali e, più in generale, dei pesci cartilaginei sta nella struttura del loro scheletro. La pressoché totale assenza di una struttura ossea calcificata (negli squali, infatti, non esistono gli osteociti e cioè le cellule ossee), che viene rimpiazzata da elementi cartilaginei e ricchi di fibre collagene, rende lo scheletro di questi animali particolarmente leggero ed elastico. Solo in alcuni squali adulti e di dimensioni ragguardevoli si possono riscontrare piccole porzioni di scheletro leggermente calcificate e ricoperte da un sale di calcio – l’apatite – che le rende più rigide e resistenti. Tuttavia, l’assenza di sali di calcio nelle ossa degli squali costituisce il principale motivo per il quale è rarissimo il ritrovamento di reperti fossili adeguatamente conservati. Ciò rende particolarmente ardua la formulazione di ipotesi in merito alla morfologia della maggior parte degli squali di epoche preistoriche.

L’asse longitudinale dello scheletro degli squali è costituito dalla colonna vertebrale, a sua volta formata da vertebre cartilaginee sormontate da una struttura detta “arco neurale” all’interno della quale scorrono i nervi motori. La colonna, a partire dal cranio, percorre tutto il corpo dell’animale fino ad inserirsi nel lobo superiore della pinna caudale di cui va a costituire l’asse di sostegno principale. Ulteriori elementi scheletrici sono costituiti dagli archi branchiali, dal cinto pelvico e dal cinto pettorale. Quest’ultimo, in particolare, è formato da una cartilagine a forma di ferro di cavallo a sua volta composta da tre unità: coracoide, soprascapola e scapola alla quale si articola la pinna pettorale.

Il cranio, infine, si compone di una struttura più o meno sporgente detta “rostro” che conferisce al muso la caratteristica forma a punta di alcune specie, le orbite oculari e le capsule che ospitano i lobi olfattivi. La bocca è formata da un’arcata mandibolare inferiore ed una superiore. Quest’ultima è fissata al cranio unicamente per mezzo di legamenti elastici che consentono allo squalo di spalancare considerevolmente la bocca. La struttura della bocca degli squali permette di estroflettere la mascella superiore durante il morso, con evidenti benefici in termini di presa sulla preda e di dimensione dei “bocconi” che da essa possono essere rimossi. Questo tipo di sospensione della mascella si definisce iostilica e si contrappone a quella anfistilica nella quale la mascella superiore è rigidamente connessa con il cranio e, pertanto, non estroflettibile.