Perchè preoccuparsi?

Non c’è che dire: la prospettiva di essere attaccati da uno squalo non sorride a nessuno. In mare non siamo nel nostro elemento naturale, siamo goffi anche se dotati di buona acquaticità, e con possibilità di reazione ad un eventuale attacco molto limitate, in certi casi quasi nulle. La buona notizia è che, dati alla mano, la nostra paura è del tutto ingiustificata. Per nostra fortuna la dieta degli squali non comprende gli esseri umani. Troppo magri, il nostro apporto energetico per uno squalo equivale a quello di un piatto di zucchine bollite per un culturista e non valiamo pertanto lo sforzo di essere cacciati. Se così non fosse, considerando la loro abilità predatoria sviluppata nel corso di milioni di anni, le statistiche direbbero qualcosa di ben diverso. Può sembrare curioso, ma è molto più probabile essere morsi da un nostro simile camminando per le strade di New York, che non esserlo da uno squalo facendo il bagno tutti i giorni nel mar dei Caraibi. Le statistiche parlano chiaro: nel 1987 nella Grande Mela 1587 persone sono state morse da altri esseri umani e hanno dovuto ricorrere a cure mediche. Nello stesso anno in tutti i mari del mondo si sono registrati soli 28 attacchi di squalo. La verità è che gli attacchi di squalo fanno notizia, mentre quelli di altre specie ben più pericolose, o semplicemente più “simpatiche”, passano spesso inosservati. Il rapporto tra gli attacchi fatali all’uomo sferrati dagli alligatori e dagli squali è, ad esempio, di 2 a 1, mentre passa a 30 a 1 se si considera il miglior amico dell’uomo: il cane. E’ evidente che in questo caso si debba considerare il numero di interazioni uomo-cane che è immensamente superiore a quello uomo-squalo, ma sta di fatto che leggere le statistiche dello Shark Attack File ridimensiona in modo sostanziale la nostra paura ancestrale. Sfortunatamente, complice la vita frenetica che conduciamo, abbiamo una possibilità su 5 (toccando ferro) di passare a miglior vita a causa di un infarto, una su 84 di rimanere vittime di un incidente stradale, addirittura una su 5051 di precipitare con un aereo, ma soltanto una su 3.748.000 di essere uccisi da uno squalo. Una probabilità addirittura inferiore a quella di azzeccare il fatidico 10+1 alla recente lotteria “Win for life” che ci dà vincenti in un caso su 3.695.000. Personalmente non gioco mai perché ritengo che la probabilità di vincere sia veramente troppo bassa, quindi perché dovrei preoccuparmi degli squali?