Schede squali

Squalo Leucas o Zambesi Clicca per scaricare la scheda

Carcharhinus leucas (Valencienne, 1839)

Classificazione:
Ordine Carcharhiniformes, Famiglia Carcharhinidae, Genere Carcharhinus , Specie: leucas

Nomi comuni in altre lingue:

  • Inglese: Bull shark (Il nome inglese “bull shark” trae normalmente in inganno a causa della traduzione letterale dall’Inglese in “squalo toro”. Quest’ultimo corrisponde, in realtà, all’innocuo Carcharias taurus. )
  • Inglese (Australia): Fresh Water Whaler, River Whaler, Swan River whaler
  • Francese: Requin bouledogue
  • Spagnolo: Tiburon sarda
  • Altri nomi: Squalo di Van Rooyen's (Africa); Squalo del Gange (India); Squalo Nicaragua (America Centrale).

Morfologia: Muso conico e arrotondato, corporatura massiccia. Occhi circolari molto piccoli se paragonati alla media degli altri Carcarinidi. Prima pinna dorsale grande e falcata,  seconda dorsale di media grandezza, ma comunque di dimensioni decisamente più contenute. Origine della prima dorsale appena dietro all’inserzione delle pinne pettorali. Apici delle pinne appuntiti.

Colorazione: Livrea da grigio pallido uniforme a più scuro, con ventre chiaro, fino a bianco. Apici delle pinne scuri negli individui giovani.

Forma dei denti: Denti superiori larghi, triangolari, seghettati e finemente serrati. Denti dell’arcata inferiore stretti e triangolari, finemente serrati. Denti della fila anteriore eretti e verticali, quasi simmetrici, quelli delle file posteriori di forma più obliqua.


Fig. 1: Squalo Leucas (illustrazione di I.K. Ferguson)

Tipo di sviluppo embrionale: viviparo

Numero di piccoli per figliata: da 1 a 13 piccoli. Gestazione di 10-11 mesi.

Dimensioni alla nascita: circa 75 cm.

Dimensioni alla maturità sessuale: Il maschio raggiunge la maturità sessuale a circa 192 cm, la femmina a 205 cm, ad un’età di circa 5 anni.

Dimensioni massime misurate: 3,5 m per un peso di circa 230 kg. Poiché le femmine hanno una vita media di circa 16 anni, più lunga di quella dei maschi di circa 4 anni, esse raggiungono dimensioni maggiori, fino a 240 cm, ed un peso medio di 130 kg. I maschi raggiungono, in media i 225 cm, per un peso di circa 95 kg.

Dieta: pesci ossei, razze, tartarughe, delfini, crostacei, rifiuti e, occasionalmente, squali più piccoli anche della stessa specie.

Habitat: Lo squalo Zambesi è una specie bentonica, che ama spingersi in acque poco profonde, in genere con meno di 30 m di fondale, non è raro trovarlo in meno di 1 m di acqua . Talvolta può spingersi in acque più profonde, fino a 150m..  E’ l’unica specie di squalo che può sopravvivere per lunghi periodi in acqua dolce. E’ stato provato che lo squalo Zambesi possa riprodursi anche in acqua dolce, anche se non frequentemente come in acque salate. Questa specie è in grado di sopravvivere anche in acque con un contenuto salino molto elevato. Piccole lagune sottocosta, foci dei fiumi ed estuari sono le “nurseries” più comuni per i piccoli di squalo Leucas.

Distribuzione geografica: Lo squalo Zambesi è distribuito in acque sia tropicali sia sub tropicali. La sua caratteristica principale è la capacità di spingersi per migliaia di km all’interno di corsi d’acqua dolce. Sono stati avvistati a circa 2200 km dalla foce del Rio delle Amazzoni e a più di 1800 km da quella del Mississipi. Esiste una popolazione residente del Lago Nicaragua che un tempo si pensava fosse isolata dal mare e per questo motivo veniva considerata una specie a sé stante. Recentemente è stato scoperto che gli esemplari del Lago Nicaragua lasciano le acque delimitate utilizzando i corsi d’acqua dolce. Gli squali Zambesi che popolano l’Oceano Atlantico migrano nella stagione estiva verso nord alla ricerca di acque più fresche, per poi ritornare verso sud in inverno.


Fig. 2: Aree di diffusione dello squalo Zambesi

Comportamento: lo squalo Zambesi dà l’impressione di essere pigro e lento nei movimenti, tuttavia è capace di guizzi improvvisi e di scatti fino a 19 km/h.

Pericolosità: Le dimensioni massicce dello squalo Zambesi, le sue mascelle potenti, la sua abbondanza in prossimità di zone a forte densità umana ed il suo spingersi in acque dolci, spesso torbide e poco profonde, lo rende, a detta di molti esperti, lo squalo più pericoloso in assoluto. 69 sono  gli attacchi documentati non provocati attribuiti per certo dall’Internation Shark Attack file allo squalo Zambesi, tuttavia, poiché questo squalo non è sempre facilmente riconoscibile, è possibile che sia stato responsabile di un numero molto maggiore di attacchi attribuiti erroneamente ad altre specie. La presenza dello squalo Zambesi in zone del Terzo Mondo in cui spesso gli attacchi di squalo non vengono riportati rafforza questa teoria.

Curiosità: Lo squalo Zambesi è considerato responsabile o, quantomeno, corresponsabile della famosa serie di attacchi avvenuti in New Jersey nel 1916 a causa dei quali quattro persone persero la vita in soli dodici giorni. Il fatto che tre dei quattro attacchi vennero sferrati in un corso d’acqua dolce (Matawan Creek) suggerisce che lo Zambesi abbia avuto la sua parte nella vicenda. Di certo uno squalo bianco ebbe un ruolo almeno in uno dei quattro casi, dal momento che un esemplare di poco meno di tre metri contenente resti umani venne catturato a pochi km dal luogo degli attacchi.

1 Il nome inglese “bull shark” trae normalmente in inganno a causa della traduzione letterale dall’Inglese in “squalo toro”. Quest’ultimo corrisponde, in realtà, all’innocuo Carcharias taurus.